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| 22/04/2023
Intrusi e redivivi: il bestiario selvaggio di Massimo Zamboni

Nel suo Bestiario selvaggio, Massimo Zamboni narra storie di animali. Noi raccontiamo la sua storia di naturalista a #PDESocialClub.

Giovedì 27 aprile alle 18.00 #PDESocialClub ospiterà un libro sorprendente come il Bestiario selvatico. Appunti sui ritorni e sugli intrusi, appena pubblicato da Massimo Zamboni presso La nave di Teseo.

Di Massimo Zamboni musicista sappiamo molto, se non tutto, dagli esordi dei Rynazyna all'epopea punk con i CCCP/CSI fino alla bella e prolifica carriera tra album solisti e colonne sonore per il cinema. Anche del Massimo Zamboni scrittore sappiamo parecchio: una decina di volumi dall'ormai lontano In Mongolia in retromarcia, memorie, viaggi, romanzi, e ancora memorie e viaggi, compreso quell'Anime galleggianti, scritto a quattro mani con Vasco Brondi, che è un po' l'antecedente diretto di Bestiario, con il Po, la grande pianura che lo circonda, le nebbie, gli animali e quegli umani che sembrano anche loro uccelli di passo che lungo le rive e sull'acqua transitano, vivono, fuggono.

Molto meno sapevamo, ma è certo colpa nostra, del Massimo Zamboni naturalista attento e appassionato. Il Bestiario selvatico di cui festeggiamo la pubblicazione, infatti, non ha nulla di metaforico. Proprio di animali si tratta, di uccelli, di mammiferi, di insetti, di pesci che arrivano nelle nostre terre, Po e Pianura Padana in primis, ma non solo, da altre terre, altri climi, altri habitat. Varcano montagne e attraversano mari, trasvolano emisferi o scroccano passaggi dentro valigie, bagagliai e container, finché trovano il clima giusto, una soddisfacente abbondanza alimentare e perlopiù una rassicurante assenza di nemici naturali.

Zamboni racconta le loro storie, e lo fa da gran narratore, con stile alto, adeguato alla natura epica di queste storie di sopravvivenza e avventurosità. Gli alloctoni sono attorno a noi, si tratti del regno segreto e notturno degli sciacalli nell'interminabile periferia padana, del ritorno di grifoni e avvoltoi su Alpi e Appennini, delle tremende ostriche portoghesi, di scarsa qualità e dai fastidiosi ?effetti collaterali?, del micidiale punteruolo rosso, di tutti gli alloctoni di minima taglia il più famoso, data la strage di palme da un capo all'altro della penisola di cui si rese colpevole pochi anni or sono, al cane procione, bello e sfortunato, che di strada ne ha fatta davvero tanta dalla remota Manciuria ai binari della linea Udine - Trieste, lungo i quali ha trovato la morte per impatto con interregionale?

Tanti per specie e anche per numero, gli alloctoni vivono tra noi e perlopiù non ce ne rendiamo neppur conto, se non quando la prossimità si traduce in fastidio, danno o tragedia per noi umani. Eppure, questi animali sono natura estremamente umanizzata: viaggiano con noi, si nutrono dei nostri scarti, spesso sono stati introdotti nell'ambiente proprio dagli umani: ?buttati? via come le testuggini americane, passate direttamente dagli acquari agli stagni, o ?seminati? come i pesci siluro o le ostriche portoghesi di cui sopra da chi sognava qualche business alimentare.

Zamboni racconta le storie di tutti loro e insieme racconta le storie di una natura sempre più antropizzata, ma decisa comunque ad affermare, magari proprio grazie a questi oriundi, le proprie ragioni. E racconta anche le storie degli esseri umani, di quelli che convivono, consapevoli o meno, con questi animali, di quelli che li cercano, li osservano e li curano. E se non bastasse, il libro si chiude con un bell'inserto di illustrazioni del biologo marino e zoologo Stefano Schiaparelli.

Proprio giovedì 27 aprile parleremo di tutto questo insieme all’autore a #PDESocialClub, sulle pagine Facebook di La nave di Teseo, di PDE e di tutte le librerie che vorranno condividere l'incontro in streaming, ma anche sui nostri canali Instagram, e Linkedin e YouTube.

Redazione INDIE